Il Parkinson non ferma la vita

Erano presenti numerosi amministratori dei comuni della zona,l’Onorevole Elena Carnevali e il Consigliere Regionale Mario Barboni. Durante al serata è stata letta una lettera di congratulazioni e di auguri scritta da Mons. Beschi.

All’inizio è stata letta, da Marco Guido Salvi Presidente dell’Aip di Bergamo, la Storia di Antonio, una vicenda umana veramente toccante che ha messo in luce i drammi, le sofferenze e le paure che i malati di Parkinson vivono quotidianamente.

Antonio rappresenta un po’ tutti i parkinsoniani che vivono questa malattia accettandola senza rassegnarsi, tutte quelle persone che, animate da un’inguaribile voglia di vivere, si impegnano per gli altri e vogliono vivere una vita il più possibile normale, una vita che è un dono e certamente va vissuta intensamente.

Dopo la storia di Antonio si sono esibiti i ballerini che frequentano gli incontri di tango-terapia organizzati dall’Associazione Parkinsoniani di Bergamo.

Guidati dai maestri della scuola “Tango pasìon” Stefania e Andrea, hanno proposto una breve “Storia del tango”. Ci si può domandare: perché tango-terapia per il Parkinson?Ballare il tango richiede una grande concentrazione mentale. Uno sforzo che dà i suoi frutti con un netto miglioramento della postura, dell’equilibrio, del cammino. Tutti gli studi concordano nel sottolineare che il tango è un’efficace forma di riabilitazione complementare per quanto attiene alla malattia di Parkinson. Allo stato attuale risulta provato che l’alchimia che si crea quando il calore dell’abbraccio si fonde con l’empatia e la tenerezza e ci si sente accolti, accettati e protetti ,mentre tutto il nostro essere si lascia penetrare e trasportare dalla musica, fa aumentare la dopamina, ormone neurotrasmettitore la cui mancanza è all’origine della malattia di Parkinson.
E quindi seguita un’esibizione di alcune giovani promessa della scuola dell’Associazione nel mondo della e musica di Valbrembo. i è quindi arrivati alla rappresentazione

Da ultimo c’è stata la rappresentazione
Un gruppo di persone ha lavorato intensamente curando il soggetto, preparando i testi, studiando la scenografia e interpretando la rappresentazione. Lo spettacolo teatrale in questo contesto assume il particolare significato di testimoniare che la malattia di Parkinson non ferma la voglia di mettersi in gioco, di esprimere la creatività, di affrontare nuove sfide, di raccontarsi, di divertirsi, di emozionarsi e far emozionare.
Grazie al Parkinson molti pazienti hanno ho scoperto il piacere di mettersi in gioco utilizzando gli strumenti della recitazione appresi durante il laboratorio teatrale, organizzato dall’AIP. Fare gli attori per gioco aiuta ad esorcizzare le ansie ed a far emergere il bambino che c’è in ognuno . nel laboratorio di teatro e nella conseguente preparazione della rappresentazione , ancora una volta, le emozioni; felice anche di aver fatto conoscere e/o ricordare i versi del Caronte dantesco.
Caronte/Parkinson rimane solo nella sua barca; gli attori /pazienti, invece, resistono vogliamo vivere e lottare perché siamo convinti che la malattia non può fermare la gioia della vita.
La serata si è conclusa con un canto finale che ha coinvolto tutti: attori, tangheri pubblico

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Anche il Papu “tifa” per AIP Bergamo
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